sabato 3 gennaio 2026

A esequie avvenute - Massimo Carlotto

Dopo otto anni di assenza Marco Buratti, alias l’Alligatore torna a popolare le pagine di Massimo Carlotto e lo fa in una storia al solito intrigante, cupa e piena di spunti come “A esequie avvenute” edita da Einaudi.
L’Alligatore non è un personaggio immutabile come molti detective da romanzo giallo, ma una persona che invecchia in tempo reale. E quindi se nel 1995, anno di uscita del primo capitolo della saga aveva “La verità dell’Alligatore” ne aveva una trentina ed era appena uscito da un’ingiusta detenzione e per comunicare usava le cabine telefoniche, ora ne ha oltre sessanta, usa di malavoglia telefonino e social per motivi professionali e mantiene la sua professione di detective irregolare assieme agli amici storici Beniamino Rossini e Max La Memoria, con i quali condivide anche una bellissima cascina da ristrutturare sui Colli Euganei.
In questa nuova avventura viene contattato da un avvocato. Il suo cliente Loris Pozza, imprenditore vicentino specializzato in magheggi finanziari, deve ritrovare la sua amante Aliona, misteriosamente scomparsa. Sembra una cosa di routine, ma si dimostrerà essere una delle indagini più cupe e amare di Buratti.
La capacità di Carlotto, all’interno di una trama avvincente, ma allo stesso tempo priva di inutili arzigogoli, è quella di scrivere un noir sociale che scandaglia tante dinamiche del territorio nel quale vive e ambienta i suoi romanzi. In questo caso è corrosivo e amaro il ritratto che ne esce della famiglia tradizionale. Quella di Loris Pozza, ovvero “la famiglia per bene” è in realtà marcia nelle fondamenta sia per la moralità con la quale si procura il denaro, sia per come affronta i problemi e li risolve, cercando comunque di mantenere alto il decoro e la reputazione, nonostante tutto.  “Gli incensurati hanno scoperto il crimine e ora non possono più farne a meno”, dice ad un certo punto l’Alligatore. E infatti la famiglia formata dai tre ex galeotti sembra avere una dignità e una moralità decisamente più elevata perché non si piega a considerare le persone come cose o merce di scambio e neanche a ritenere l’economia illegale come parte di quella reale. Tra chiacchiere da bar e articoli di giornale Carlotto ci fa notare come il Nordest sia permeato da malavita proveniente da tutto il mondo: dalle banche clandestine cinesi alle infiltrazioni mafiose della ‘Ndrangheta e anche della mafia ucraina che, grazie alla guerra che dilania il proprio paese ha le mani decisamente libere per furoreggiare e anzi approfittare della situazione recuperando armamenti e finanziamenti. E il problema ci riguarda tutti perché non avviene in posti remoti, ma qui ed ora.
Alla fine le basi sono le solide amicizie, l’essere irreprensibile ed irremovibile sui propri principi morali e l’amore. Eh si perché, anche se in maniera diversa vista l’età, quello con Virna può fargli ritrovare un posto nel mondo. E femminile è anche l’ormai canonica colonna sonora del libro che, in questo caso presenta solo brani cantati da signore del blues. Ma, nonostante tutto, alla fine resta un’amarezza di fondo che può essere solo vagamente mitigata dai momenti migliori   

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