Vi è mai capitato di
pensare che l’americanissima Carolina del Sud assomigliasse proprio a Jesolo? A
me no, ma è proprio quello che succede ne “La baia delle ombre” (Linea
Edizioni), seconda, ottima incursione romanzesca dello jesolano Stefano Bettin.
“La calunnia è un venticello” cantava il rossiniano Barbiere di Siviglia, ma quello che si trova a fronteggiare la famiglia Benedict si può definire un autentico uragano. Tant’è che dopo anni di emarginazione uno dei membri della famiglia, lo stimato architetto Leonard, decide che è ora di ristabilire il buon nome della casata e anche la verità. La sua famiglia, infatti, è da decenni ritenuta responsabile di due gravissimi accadimenti criminosi che hanno sconvolto l’altrimenti paciosa e serena vita quotidiana della cittadina di Seabrook Bay. Si tratta della scomparsa e del successivo ritrovamento del piccolo Pietro Pasami nel 1989 e quella dei due adolescenti Amber e Ronald nove anni dopo.
Leonard e i cugini coinvolgono un team d’inchiesta formato dai loro amici il giornalista Gregory Corona, la ricercatrice nel campo della comunicazione Terry Sterling e l’investigatore privato Julian Locklear. Questa squadra inizia a consegnare pacchi anonimi con materiale sui due casi in tutte le case della cittadina e la Conway Gazzette decide di indagare, riaprendo di fatto le indagini e l’interesse su questi vecchi fatti di cronaca. Si apre così un autentico vaso di Pandora che porterà alla luce trame pedofile, ricatti e menzogne che coinvolgono le alte sfere e le autorità cittadine di Seabrook.
“La calunnia è un venticello” cantava il rossiniano Barbiere di Siviglia, ma quello che si trova a fronteggiare la famiglia Benedict si può definire un autentico uragano. Tant’è che dopo anni di emarginazione uno dei membri della famiglia, lo stimato architetto Leonard, decide che è ora di ristabilire il buon nome della casata e anche la verità. La sua famiglia, infatti, è da decenni ritenuta responsabile di due gravissimi accadimenti criminosi che hanno sconvolto l’altrimenti paciosa e serena vita quotidiana della cittadina di Seabrook Bay. Si tratta della scomparsa e del successivo ritrovamento del piccolo Pietro Pasami nel 1989 e quella dei due adolescenti Amber e Ronald nove anni dopo.
Leonard e i cugini coinvolgono un team d’inchiesta formato dai loro amici il giornalista Gregory Corona, la ricercatrice nel campo della comunicazione Terry Sterling e l’investigatore privato Julian Locklear. Questa squadra inizia a consegnare pacchi anonimi con materiale sui due casi in tutte le case della cittadina e la Conway Gazzette decide di indagare, riaprendo di fatto le indagini e l’interesse su questi vecchi fatti di cronaca. Si apre così un autentico vaso di Pandora che porterà alla luce trame pedofile, ricatti e menzogne che coinvolgono le alte sfere e le autorità cittadine di Seabrook.






