lunedì 23 febbraio 2026

Il Maestro e Margherita - Michail Bulgakov

La fantasia, anche violenta, la passione e la spiritualità come antidoto ad un monolitico burocratismo e ad una vita grigia. Questo, in nuce, il senso del capolavoro di Michail Bulgakov “Il Maestro e Margherita”. Una storia che trascende il tempo, il contesto storico e le convenzioni letterarie per parlare di amore, verità, potere, e della natura umana stessa. E non è un caso che il romanzo sia stato pubblicato integralmente postumo. La struttura dell’opera intreccia due piani narrativi principali. Nel primo, ambientato nella Mosca degli anni ’30, il diavolo — sotto mentite spoglie di un oscuro studioso straniero chiamato Woland — giunge in città accompagnato da una bizzarra combriccola, provocando caos, illusioni, e rivelando l’ipocrisia, l’avidità e l’ottusità della società sovietica. Nel secondo, all’apparenza separato, si svolge la storia all’epoca di Gesù di Nazaret attraverso il romanzo contenuto nello stesso romanzo, quello del “Maestro”: l’incontro tra Ponzio Pilato e Yeshua. Questa narrazione, lucida e profonda, esplora temi universali di colpa, verità, libertà e redenzione. Il risultato è un’opera che non può essere ridotta a un solo genere: al tempo stesso satira feroce, parodia grottesca, romanzo filosofico e favola morale. Uno degli aspetti più potenti del romanzo è la satira della società sovietica: Bulgakov mette in scena una burocrazia ottusa, intellettuali imbambolati e una cultura censoria che soffoca l’arte e la verità. La figura del Maestro — uno scrittore che, incapace di pubblicare il suo romanzo su Pilato, arriva a bruciarlo e a rinchiudersi in un manicomio — è una metafora palpabile delle condizioni reali dell’autore stesso sotto il totalitarismo. Uno scrittore che quasi non merita neanche di avere un nome, a differenza di tanti artisti mediocri come Bezdomny che però sono dotati di tesserino che li certifica come poeti. E, come dicono Korofiev e il gatto Behemot presentandosi al ristorante Griboedov, jazz club dove si riuniscono i letterati, quando vengono invitati a mostrare una tessera sostengono che “Per convincersi che Dostoevskij è uno scrittore, possibile che sia necessario chiedergli la tessera?” “Dostoevskij è morto.” Risponde loro l’ottusa donna della reception. “Protesto! – esclama indignato Behemoth. – Dostoevskij è immortale.". Al contempo, il romanzo esplora la natura del bene e del male in modo mai scontato. Woland non è il male puro e semplice di un demonio tradizionale: la sua funzione è piuttosto rivelare ciò che giace sotto la superficie delle persone e delle istituzioni, mostrando come l’ombra dell’odio, dell’egoismo e dell’ipocrisia sia parte integrante dell’esperienza umana. E liberando le salvifiche ironia, fantasia e sensualità. Inoltre con la celebre frase “I manoscritti non bruciano” mette in chiaro che l’arte e la verità non possono essere cancellate nemmeno dalla repressione più feroce. Poi c’è la storia d’amore tra il Maestro e Margherita con quest’ultima figura potentissima, disposta a tutto pur di salvare il suo amante, paradigma memorabile di coraggio, passione e umanità. Tramite lei l’amore si presenta come una forza vitale in grado di attraversare l’assurdo e l’oppressione, di fronteggiare il male, e di rivelare ciò che di più autentico abita nel cuore umano. Infine c’è il rapporto tra Yeshua e il suo carnefice Pilato che alla fine si risolverà in un’incontro tra i due con il perdono di Yeshua e la pace finalmente raggiunta per Pilato dopo una vita tormentata per aver compiuto il suo dovere, ma nel contempo aver mandato a morte una persona che nel profondo ammirava veramente.
Maestro e Margherita è oggi un romanzo ancor più potente perché parla alle condizioni universali dell’artista, del cittadino, dell’essere umano. È un invito a riflettere sulla libertà di espressione, sul valore dell’immaginazione e sulla possibilità della redenzione dal dubbio e dalla paura. E lo fa con uno stile particolarissimo che mescola registri e sapori diversissimi inserendo allo stesso tempo ironia, surrealismo, riflessione metafisica e critica sociale.

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