sabato 13 dicembre 2025

Sotto mentite spoglie - Antonio Manzini

Rocco Schiavone è di cattivo umore. Ad Aosta nevica e, complice il periodo, i canti natalizi, posizionati in graduatoria estremamente alta nella sua personale classifica delle rotture di coglioni, lo ammorbano mentre passeggia con Lupa. A questo c’è da aggiungere il fatto che Sandra è ancora in ospedale, Marina non si fa più vedere da tempo e vecchiaia e pessimismo avanzano a passo spedito.
In tutto questo il vicequestore più amato d’Italia si fa anche gabbare come un pivellino da un gruppo di rapinatori. E’ un Rocco Schiavone nero e pessimista più del solito quello che incontriamo nella quattordicesima storia della serie di Antonio Manzini. In “Sotto mentite spoglie” si troverà ad affrontare un caso intricatissimo che parte dalla scomparsa di un chimico e dal ritrovamento del cadavere di un fisioterapista polacco dal nome ovviamente impronunciabile.Mai come questa volta il titolo è indicativo delle intenzioni dell’autore. Rocco è cinico, sarcastico, teneramente insopportabile come al solito. Ma, forse mai come questa volta, dolente e nascosto sotto una maschera. Si sentono pagine ispirate come quelle dei primi romanzi. Ma che mettono anche una pietra tombale, non solo sull’eventuale relazione con Sandra (che fa parere il Catullo di “Odi et amo” un dilettante), ma anche su quelle future. Perché – si legge – “ A lui piaceva fare le cose con Marina. Qualsiasi. […] Io sono fortunato perché una felicità così l’ho provata e tanti non ci riescono in una vita intera”.
Il tema della maschera e del doppio viene riportata anche nella vicenda con gran parte dei personaggi che vive “sotto mentite spoglie” soprattutto per quanto riguarda le relazioni umane. E quando la maschera viene tolta quello che c’è sotto non è sempre piacevole da osservare.
In tutto questo resta un po’ farraginoso il meccanismo narrativo che spesso si complica e allunga un po’ il brodo e, rispetto a tanti altri episodi della serie, non ci sono personaggi secondari  che rimangono impressi e anche le vicende della “squadra” di Schiavone (Scipioni, Casella, Deruta, D’Intino e Caterina) restano non solo sotto traccia, ma anche sotto tono. Ovviamente non è facile quando si raggiunge un tal numero di vicende che si sviluppano sempre nello stesso circolo. Però nelle ultime pagine c’è un nuovo ingresso che potrebbe dare nuova linfa vitale a Rocco, che magari riuscirà in qualche modo a vedere uno spiraglio di luce o un percorso nella propria esistenza e ad una delle serie più amate dai lettori italiani

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