Conoscevo la sua storia e alcuni temi della sua opera, anche
se non ho mai letto nessun suo romanzo. Grazie a Pordenonelegge, quest’anno tra
conferenza stampa e incontro al Teatro Verdi ho potuto conoscere meglio Salman
Rushdie. Ed è stata una piacevolissima sorpresa, considerando che per essere un’ottantenne
che ha vissuto metà della sua esistenza sotto scorta e che nel 2022 è stato
quasi ucciso da un fondamentalista islamico, ha un senso dell’umorismo davvero
invidiabile. Ed ha una capacità di intervenire con grande acume su temi che
spaziano dall’attualità alla letteratura. In tal senso avrebbe voluto che lo
stato dove vive attualmente, ovvero gli USA, che lo hanno accolto dopo la natia
Bombay e Londra, avesse una amministrazione assolutamente differente. Fosse
stato per lui sarebbero state elette prima Hillary Clinton e poi Kamala Harris,
ma probabilmente gli Stati Uniti non sono pronti per essere guidati da una
donna. Su Trump il giudizio è netto “Non sono le guerre ad essere il problema
per quanto riguarda la libertà di pensiero e di parola. – sostiene - Il vero
problema è il comportamento dei governi che promuovono queste guerre. Ad
esempio il mio governo, cioè il governo dello Stato in cui risiedo (gli USA,
ndr), è un governo problematico perché in questo Paese i membri della stampa
sono costantemente sotto attacco. Lo sono addirittura i cabarettisti e i comici
che lavorano in televisione. E’ evidente che il Presidente a capo di questa
Nazione non ha nessun senso dell'umorismo ed è anche molto permaloso. Quindi
riscontriamo molta pressione sulla libertà di espressione, ma gli scrittori
sono delle persone piuttosto ostinate e vedrete che alla fine continueremo a
portare avanti le nostre idee”
