lunedì 21 settembre 2026

Come si uccide un gentiluomo - Tullio Avoledo

Il Tagliamento, oltre ad avere alcuni punti di stordente bellezza, come sa bene chi li ha potuti apprezzare di persona, è uno dei pochi fiumi europei che può scorrere libero e selvaggio. E, al di là di interessi economici e pseudo turistici, sarebbe bene continuasse ad essere così e non facesse la fine di un posto “instagrammabile” o, peggio, di una meraviglia naturale asservita a scopi industriali. E’ questo il punto focale di “Come si uccide un gentiluomo” di Tullio Avoledo, ovvero la prima indagine che vede impegnato Vittorio Contrada, un avvocato di grande talento, che ha scelto di abbandonare una brillante carriera nel diritto societario – fatta di compromessi, lusso e cinismo – per dedicarsi esclusivamente a cause “eticamente sostenibili”, spesso legate alla tutela ambientale. Ha il suo studio milanese con la socia Gloria Almariva (il terzo personaggio dello Studio Contrada Almariva ovvero Fuentes è inventato e serve a dare un tocco esotico ed internazionale) e si sposta con una Jaguar XJC resa elettrica. L’innesco narrativo avviene quando un uomo legato al passato di Contrada, Valerio Del Zotto, gli consegna una misteriosa valigetta per poi morire in circostanze sospette. Questo evento trascina il protagonista in un’indagine complessa, fatta di relazioni ambigue, interessi nascosti e verità stratificate. L’indagine conduce Contrada e Gloria tra Milano e il Friuli, dove entrano in contatto con figure locali come Alina e Ansaldo, custodi di un territorio fragile e conteso. Qui il romanzo abbandona progressivamente i confini del semplice noir per trasformarsi in una narrazione più ampia, dove il mistero si intreccia con questioni ambientali e politiche di forte attualità. Quella centrale riguarda la difesa del Fiume Tagliamento, la salvaguardia di uno dei pochi fiumi europei che può ancora scorrere libero perché non canalizzato e per questo simbolo di un ecosistema unico, ma anche di un intero territorio.

giovedì 17 settembre 2026

A day with... Salman Rushdie

Conoscevo la sua storia e alcuni temi della sua opera, anche se non ho mai letto nessun suo romanzo. Grazie a Pordenonelegge, quest’anno tra conferenza stampa e incontro al Teatro Verdi ho potuto conoscere meglio Salman Rushdie. Ed è stata una piacevolissima sorpresa, considerando che per essere un’ottantenne che ha vissuto metà della sua esistenza sotto scorta e che nel 2022 è stato quasi ucciso da un fondamentalista islamico, ha un senso dell’umorismo davvero invidiabile. Ed ha una capacità di intervenire con grande acume su temi che spaziano dall’attualità alla letteratura. In tal senso avrebbe voluto che lo stato dove vive attualmente, ovvero gli USA, che lo hanno accolto dopo la natia Bombay e Londra, avesse una amministrazione assolutamente differente. Fosse stato per lui sarebbero state elette prima Hillary Clinton e poi Kamala Harris, ma probabilmente gli Stati Uniti non sono pronti per essere guidati da una donna. Su Trump il giudizio è netto “Non sono le guerre ad essere il problema per quanto riguarda la libertà di pensiero e di parola. – sostiene - Il vero problema è il comportamento dei governi che promuovono queste guerre. Ad esempio il mio governo, cioè il governo dello Stato in cui risiedo (gli USA, ndr), è un governo problematico perché in questo Paese i membri della stampa sono costantemente sotto attacco. Lo sono addirittura i cabarettisti e i comici che lavorano in televisione. E’ evidente che il Presidente a capo di questa Nazione non ha nessun senso dell'umorismo ed è anche molto permaloso. Quindi riscontriamo molta pressione sulla libertà di espressione, ma gli scrittori sono delle persone piuttosto ostinate e vedrete che alla fine continueremo a portare avanti le nostre idee”