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giovedì 17 settembre 2026

A day with... Salman Rushdie

Conoscevo la sua storia e alcuni temi della sua opera, anche se non ho mai letto nessun suo romanzo. Grazie a Pordenonelegge, quest’anno tra conferenza stampa e incontro al Teatro Verdi ho potuto conoscere meglio Salman Rushdie. Ed è stata una piacevolissima sorpresa, considerando che per essere un’ottantenne che ha vissuto metà della sua esistenza sotto scorta e che nel 2022 è stato quasi ucciso da un fondamentalista islamico, ha un senso dell’umorismo davvero invidiabile. Ed ha una capacità di intervenire con grande acume su temi che spaziano dall’attualità alla letteratura. In tal senso avrebbe voluto che lo stato dove vive attualmente, ovvero gli USA, che lo hanno accolto dopo la natia Bombay e Londra, avesse una amministrazione assolutamente differente. Fosse stato per lui sarebbero state elette prima Hillary Clinton e poi Kamala Harris, ma probabilmente gli Stati Uniti non sono pronti per essere guidati da una donna. Su Trump il giudizio è netto “Non sono le guerre ad essere il problema per quanto riguarda la libertà di pensiero e di parola. – sostiene - Il vero problema è il comportamento dei governi che promuovono queste guerre. Ad esempio il mio governo, cioè il governo dello Stato in cui risiedo (gli USA, ndr), è un governo problematico perché in questo Paese i membri della stampa sono costantemente sotto attacco. Lo sono addirittura i cabarettisti e i comici che lavorano in televisione. E’ evidente che il Presidente a capo di questa Nazione non ha nessun senso dell'umorismo ed è anche molto permaloso. Quindi riscontriamo molta pressione sulla libertà di espressione, ma gli scrittori sono delle persone piuttosto ostinate e vedrete che alla fine continueremo a portare avanti le nostre idee”

domenica 29 marzo 2026

Pordenone Docs Fest - "A Fox Under a Pink Moon" - Intervista a Soraya Akhalaghi e Mehrdad Oskouei (with English Translation)

“Questo è un film molto personale per me. Ho iniziato a girarlo quando ero molto timida e stare di fronte ad una telecamera era una delle mie più grandi paure, ma ho deciso di affrontarla. Durante il viaggio il viaggio è diventato qualcosa di più della mia storia e spero possa portare luce e speranza specialmente a tutte quelle ragazze che sono nella stessa situazione nella quale mi trovavo io e, soprattutto, non dimenticate mai di inseguire i vostri sogni” Così introduce al Pordenone Docs Fest il film “A Fox under a Pink Moon” la protagonista Soraya Akhalaghi che lo ha girato tramite cellulare, mandando poi il materiale al regista iraniano Mehrdad Oskouei, che considera come uno zio e una guida. Il risultato è il racconto in presa diretta del tentativo, durato cinque anni, di fuga da parte di Soraya, afghana di origine, ma abitante in Iran, passando per la Turchia e cercando di raggiungere in gommone la Grecia per raggiungere l’occidente e precisamente l’Austria per ricongiungersi con la madre. Un film che presenta un livello di immersione veramente raro e che ci narra le difficoltà di una sedicenne, ingabbiata in un matrimonio di interesse con un giovane marito violento, che vuole raggiungere l’unica familiare ancora in vita (il padre è morto) e per farlo l’unica maniera è quella di immigrare illegalmente. Soraya è una bravissima artista e infatti il film oltre al girato ha bellissimi inserti con animazioni da lei disegnate. L’arte che non è un semplice mezzo per salvarsi, ma per esprimere il proprio tormento interiore e ha anche funzione di linguaggio alternativo quando le parole sono impossibili. “Ho conosciuto Soraya mentre pensavo di girare un film su un altro artista, ma il soggetto mi sembrava debole e non ero soddisfatto – racconta il regista Oskouei – con questo artista, però, lavorava Soraya, che era quindicenne e quando ci siamo conosciuti sono stato subito colpito dalle sue sculture e i suoi disegni. Non credevo le avesse fatte lei e quindi con naturalezza ne ha realizzata una sotto i miei occhi. Ho capito subito di aver trovato un piccolo genio e ho pensato di realizzare un film su di lei. Ho saputo che voleva andare all’estero passando i confini illegalmente, fondamentalmente perché il marito era parecchio aggressivo. Non potevo andare a casa loro e quindi abbiamo deciso di realizzarlo da remoto. Le ho fatto qualche lezione online per le inquadrature. Lei è molto intelligente e ha fatto 5 anni di riprese mandandomi i file da Telegram”

martedì 9 luglio 2024

Intervista a Enzo Moretto - A Toys Orchestra

Foto Credit: Luca Chiandoni
Sexto ‘Nplugged porta dal 2006 in Piazza Castello a Sesto al Reghena concerti e proposte musicali spesso uniche, ma sicuramente comprese tra l’intimità dell’ unplugged e la sperimentazione sonora. Non fanno eccezione gli A Toys Orchestra, gruppo campano di provata esperienza che venerdì scorso ha suonato davanti al complesso abbaziale sestense portando le canzoni del loro ultimo album “Midnight Again”, chiusura di una trilogia sulla mezzanotte iniziata nel 2010 con “Midnight Talks” e proseguita l’anno successivo con “Midnight Revolution”.

Dopo una pausa lunga dallo studio, risalente al 2018 gli A Toys Orchestra propongono un album ruvido, che parte da radici blues, cantato in inglese e completamente analogico, senza interventi di post produzione digitale. Molti ci hanno visto anche un’influenza stilistica e teamtica di Nick Cave. “Lo stop è stato quasi fisiologico – sostiene il fondatore e frontman Enzo Moretto – la pausa ci ha permesso di riazzerare un po’ tutto e di ritrovare nuova linfa. Poi il disco ha bussato un po’ da solo alla porta. Era scoccata l’ora di tornare e l’ora è appunto la mezzanotte! Un’ora affascinante che mi è sempre apparsa come una sorta di limbo temporale dove si è sospesi tra ieri, oggi e domani. Un po’ tutte e tre le cose assieme. Ed era appunto quello che stava succedendo anche a noi che nel presente stavamo puntando al futuro, ma riconnettendoci saldamente al nostro passato. Forse un concetto un po’ marzulliano, ma è esattamente quello che stava accadendo.”.

venerdì 6 gennaio 2023

"Mettiti nelle mie scarpe" - I miei 10 minuti in quelle di Paolino

“Mettiti nelle mie scarpe” è l’iniziativa organizzata dalla Cooperativa Sociale Itaca all’Ex Convento di San Francesco per festeggiare in maniera particolare i propri trent'anni di attività. Importando un format creato dall’artista inglese Claire Patey e portato in Italia da Petra Mezzetti della Fondazione Empatia di Milano, permette letteralmente di camminare nelle scarpe di un’altra persona (“Walking in my shoes” in inglese, equivalente all’italiano “Mettiti nei miei panni”) ed ascoltare la sua storia. Dopo aver assistito alla presentazione averne scritto, la curiosità di provare l’esperienza era troppo forte. Mi sono quindi recato in questo strano negozio temporaneo di scarpe che è stato allestito fino al 30 Dicembre all’interno della struttura pordenonese. Accolto da due gentilissime “commesse” che si sono anche informate su quale fosse il mio umore e se, in caso, fossi stato in grado di sopportare storie toccanti, ho subito visto le scarpe che avrei voluto indossare. Si trattava di un paio di scarpe da running della Asics, color blu elettrico e giallo fluorescenti. La curiosità è nata da un motivo piuttosto banale: ne ho un paio identiche a casa e ci sono anche legato visto che le usate per un intera stagione agonistica quando allenavo. Insomma mi portavano alla mente ricordi piacevoli ed ero curioso di conoscere chi altro le avesse indossate. “Bella scelta – mi dice una delle ragazze – ascolterai la storia di Paolino!” Penso che Paolino non debba essere stato di dimensioni proprio contenute, considerando che le scarpe sono un po’ più grandi del mio numero: 45. Metto i calzari, entro nelle scarpe, inforco le cuffie. Dopo qualche passo di ambientamento schiaccio il tasto “Play” ed inizio ad ascoltare. “Sono Paolino, classe’63 e per vent’anni sono stato dipendente dall’eroina” “Ecco – penso subito – ho le scarpe da tossico!”. Poi, guardato male dal S. Francesco benedicente affrescato nella parete che accompagna la mia passeggiata, mi immergo nella storia di Paolino. E scopro una vita difficile di un giovane tornitore napoletano che a 18 anni era definito dalla cartella clinica “irrecuperabile” e che invece nonostante le traversie, le cadute e il carcere, è stato in grado di uscirne autonomamente perché, ed è quello che mi porto a casa “cambiare si può”. Dieci minuti camminando nella vita di Paolino sono stati difficili, commoventi, motivanti. Sicuramente anche gli altri trenta podcast, venti in italiano e dieci in inglese potranno dare le stesse suggestioni a tutti coloro che oggi vi si avvicineranno nelle varie città dove l'iniziativa verrà riproposta.

venerdì 8 gennaio 2021

"Casual - Storie di Ida dalla quarantena" di Ida Colin

Come hanno vissuto l'esperienza del lockdown gli anziani tra febbraio e giugno? A cosa pensano quelli che per loro sfortuna vengono ricoverati e posti in isolamento perchè positivi al Covid 19?
Tutto questo si può scoprire in "Casual - Storie di Ida dalla quarantena" piccolo libro di racconti che ho avuto modo di curare in questi mesi.
Ho conosciuto Ida nel 2016, quando per un progetto di coinvolgimento attivo dei residenti della Casa Anziani "Ada e Alfredo Arcicasa" di S. Quirino avevo raccolto le loro storie in un altra piccola raccolta di racconti, di cui parlo QUI
Ma Ida ha sempre continuato a scrivere (rigorosamente in maniera manoscritta sui suoi quadernoni) e non ho affrontato con piacere "l'editing" di questa sua nuova fatica quando i responsabili della struttura me lo hanno chiesto. Per capire la frizzantezza di Ida basta anche solo conoscere le motivazioni che l'hanno spinta a titolare così la sua raccolta....
"Ida come lo intitoliamo il libro?"
"Casual!"
"E perchè proprio Casual?"
"Perchè in fondo sono racconti un po' casuali, ma hanno il loro stile e stanno bene con tutto"

giovedì 17 agosto 2017

I fantasmi dell'Impero - Consentino, Dodaro, Panella

"I fantasmi dell'Impero" non è solo un romanzo (godibile) che mette al centro l'Africa Orientale conquistata dagli italiani negli anni '30. E' anche una ricostruzione storica basata su accuratissime ricerche d'archivio, con tanto di documenti, telegrammi e foto presenti all'interno del romanzo. Nonostante la mole di documentazione utilizzata quest'opera scritta a sei mani da Marco Consentino, Domenico Dodaro e Luigi Panella non è mai pesante e didascalica, ma ha il respiro delle storie ben raccontate, quasi in presa diretta, che coinvolgono per l'intreccio e l'emozione. Ma, soprattutto, è un'indagine interiore sugli orrori della guerra, sulle nefandezze degli "italiani brava gente" che per smania di potere si macchiarono di delitti e prepotenze (tuttora) indicibili. E sulle quali, forse, dovremmo riflettere ora che i movimenti dei popoli si rivolgono in maniera opposta rispetto al periodo dell'espansione coloniale. Con "I fantasmi dell'Impero" possiamo ben dire di trovarci di fronte al "Cuore di Tenebra" italiano. Con buona pace di Joseph Conrad che, probabilmente, avrebbe apprezzato

giovedì 23 marzo 2017

Bollettini ingannevoli ai neo imprenditori

Questo articolo è un approfondimento di un suo gemello pubblicato su "Il Gazzettino" di Pordenone in data 20 Marzo e che trovate QUI. In pratica di cosa si tratta? Se vi capita di aprire una nuova attività, tra le varie incombenze dovrete anche iscrivervi alla Camera di Commercio. In quel momento verrete automaticamente inseriti nel registro delle imprese e qui inizia l'operazione poco limpida di alcune società che vi propongono l'iscrizione a servizi pubblicitari o simili facendoli passare quasi per diritti dovuti all'ente camerale. Vediamo nel dettaglio come funziona il meccanismo

lunedì 27 febbraio 2017

Intervista a Marco Francescutto

Un paio di settimane fa avevamo parlato del nascente gruppo di Sitting Volley che si avvierà il prossimo primo Marzo presso la palestra di Via Vesalio a Pordenone. Siamo andati a fare quattro chiacchiere con Marco Francescutto, il 34enne zoppolano che gestirà gli incontri di questo neonato gruppo. Marco gioca a Breda di Piave ed è l'unico friulano a far parte della Nazionale Italiana di Sitting Volley

venerdì 10 febbraio 2017

Il Sitting Volley sbarca a Pordenone

Il Sitting Volley sbarca anche a Pordenone. Sarà possibile, infatti, praticare questa nuova disciplina, in modo assolutamente gratuito, presso la palestra di Via Vesalio grazie alla società Insieme per Pordenone Volley e all'istruttore Marco Francescutto, residente a Zoppola ed unico friulano a giocare nella Nazionale Italiana. Il corso si terrà a cadenza settimanale, tutti i mercoledì dal 1 marzo fino a fine maggio. Chi desidera parteciparvi e vuole ottenere maggiori informazioni può contattare Anna Ferin al 333.2046035 Ma come si gioca a questo sport che ha la meravigliosa possibilità di far giocare assieme e senza differenze disabili e atleti normodotati? Scopriamolo assieme!

venerdì 3 febbraio 2017

"Così è la vita che ci innamora" - Racconti dei residenti della Casa Anziani “Alfredo e Ada Arcicasa”

Ascoltare storie è stata sempre una mia passione. Fin da piccolo passavo ore e ore tra i raccconti. Poco importa se fossero quelli registrati ne “I raccontastorie”, quelli scritti in libri e fumetti oppure quelli disegnati e filmati che passavano in televisione. Devo dire che ho avuto la fortuna di avere due grandi narratori in casa. Le storie epiche, guerresche e storiche, ma anche venate di sottile ironia del nonno Ciro e quelle di quotidianità del piccolo paese, ricche di aneddoti spassosi nelle quali era maestra la nonna Eni. Loro amavano raccontarle e io adoravo stare ore ad ascoltarle. Dicono che l'emozione aiuta a fissare i ricordi. Io ho il mio Hard Disk interno ricolmo di queste storie, delle quali ricordo ogni singola parola, inflessione, colore, come me le stessero raccontando in questo momento.
Capirete, quindi, come sia stato ben felice quando il Comune di S. Quirino e la Casa Anziani Ada e Alfredo Arcicasa mi hanno chiesto di aiutarli in un bellissimo progetto: raccogliere i racconti dei residenti nella struttura e ricavarne un libro. Ho posto un'unica condizione. I racconti dovevano parlare solo di ricordi felici, la tristezza sarebbe stata bandita. Il risultato è stato “Così è la vita che ci innamora”, che raccoglie 24 storie di arzilli vecchietti, ma anche di animatrici, operatori socio sanitari e dirigenti della struttura sanquirinese. Una struttura che contraddice un sacco di luoghi comuni sulle Case Anziani e che porta gioia in chi vi risiede. E per giungere a questa conclusione basta passare qualche ora al suo interno. Perchè anche da (quasi) centenari e dotati di deambulatore o sedia a rotelle è possibile divertirsi ballando la zumba oppure ammirare le forme delle infermiere!

martedì 10 gennaio 2017

Project Work Corso Allenatori Terzo Grado Fipav - Cavalese 2014

Sono da qualche giorno ritornato in possesso del Project Work che ho presentato al corso allenatori di Terzo Grado Fipav, tenutosi a Cavalese nell'estate del 2014. Era andato perso dopo che l'HD del PC si era inopinatamente fritto. Ora che l'ho recuperato lo condivido in maniera informatica, in modo da averne una copia virtuale. Anche perchè è il ricordo non solo di 10 giorni passati con altri colleghi più o meno famosi (e quando ti ricapita più di palleggiare nella stessa palestra con NIkola Grbic?), ma anche l'inizio di una indimenticabile esperienza in palestra culminata con la disputa delle Final Four di Coppa Italia e la promozione in A2

mercoledì 28 settembre 2016

"Flawed - Gli Imperfetti". Intervista a Cecelia Ahern

Cecelia Ahern è una scrittrice irlandese che nel corso degli ultimi 10 anni ha scritto parecchi bestseller tra i quali “P.S. I Love you” e “#Scrivimiancora” che sono anche diventati film di successo, con attori come Hillary Swank e Gerard Butler. La sua ultima fatica letteraria, presentata in anteprima a Pordenonelegge, ci porta invece in un'atmosfera completamente differente. Celestine, la protagonista di “Flawed - Gli imperfetti” (De Agostini) vive in un futuro non molto lontano nel quale una corporazione chiamata Gilda, guidata peraltro dal suo futuro suocero, Giudice Crevan, si occupa di giudicare la rettitudine morale delle persone. Tutti coloro che si discostano dal modello ideale sono considerati Fallati, vengono marchiati a fuoco con una F ed allontanati dalla società civile. Celestine è la classica brava ragazza con mente analitica e matematica, molto ligia alle regole, studentessa, figlia e fidanzata modello. Eppure si rende protagonista di un gesto nobile e al tempo stesso estremo, che cambierà per sempre la sua esistenza.

venerdì 19 agosto 2016

Amarcord: Cordenons come Copacabana. Il Beach Volley Olimpico è passato di qua

Copacabana Estate Viva o Cordenons Olympic Arena. A fine Luglio del 2008 tutti gli atleti del beach volley italiano delle Olimpiadi di Rio 2016, inclusi i finalisti Lupo/Nicolai, erano al Centro Estate Viva a partecipare alla tappa delle Italian Beach Volley Series. Mentre molti dei protagonisti visti sull'arena di Copacabana si stavano già imbarcando per l'Olimpiade di Pechino (tra di loro Dalhausser, Samoilovs, Barsouk, Kerry Walsh, Talita e Larissa) e il futuro coach di Lupo-Nicolai, Matteo Varnier, doveva dare forfait all'ultimo per un infortunio alla spalla, le giovani leve si trovavano in quel di Cordenons. Ripescando foto ed interviste fatte all'epoca si ritrovano particolari curiosi, ma si riconoscono anche le caratteristiche dei futuri campioni. E rivedere alcune foto fa quasi tenerezza.

mercoledì 15 giugno 2016

Novità dal mondo Fipav: Regole, programmazione e impegni

Questo è il periodo nel quale società e allenatori, pallavolistici ma non solo, in genere provvedono a programmare la stagione. Ovviamente per poterlo fare al meglio si devono conoscere le regole federali. Che però giungono sempre DOPO che ci si è dovuti attivare in fase di mercato. Qui vorrei analizzare due fatti che sono emersi dall'odierna rassegna stampa.
1) Il mantenimento dell'oscena regola degli OVER dalla B2 alla A2
2) La scarsa programmazione federale che a una settimana dal Pre Olimpico di Stavanger (Beach Volley) non riesce a formare una coppia per parteciparvi

lunedì 9 maggio 2016

Un pallavolista prestato alla Terza Categoria: un'ottima annata!

Per uno che da una vita soggiorna nel comodo ed accogliente ventre dei palazzetti la richiesta poteva essere traumatica: “Che ne dici? Potresti andare a seguire qualche partita dei campionati provinciali di calcio?” Beh, perchè no? Sempre di sport si tratta! Ignaro di tutto e tutti e con la competenza calcistica ridotta alla frequentazione giovanile degli album Panini e alla visione di svariate partite tramite tubo catodico sono partito con la lancia in resta e, a dirla tutta, mi sono divertito un sacco. Grazie della bella annata Terza Categoria (e anche un po' a te Seconda, sennò ci rimani male...)

giovedì 3 marzo 2016

#RoadToRio - Intervista ad Alex Ranghieri: The Net Patroller, supereroe del Beach tricolore

Alex Ranghieri è praticamente nato col pallone da pallavolo in mano. Inizia a far volar la palla a Cordenons sotto la guida di Danila Turchet e Anna Fenos. Prosegue la sua carriera indoor a Treviso, Ravenna e Loreto. Poi decide di dedicarsi al Beach Volley e non potrebbe essere altrimenti visto che calca i campi cordenonesi del Centro Estate Viva fin da bambino. Deve interrompere la qualificazione a Londra 2012 a causa di un brutto infortunio alla spalla, ma non demorde. Vince due volte il campionato italiano e in questa stagione trova il compagno ideale: Adrian Carambula: uruguaiano di origini italiane, trapiantato a Miami. Un bel melting pot visto che anche Alex ha la mamma canadese... Una coppia di supereroi che rincorre un sogno: The Net Patroller & Mr. Skyball!

martedì 1 marzo 2016

#RoadToRio Giada Rossi

Questa intervista è stata fatta a Dicembre, quando non si sapeva ancora (più che altro per scaramanzia) se Giada avrebbe partecipato ai giochi di Rio 2016. Nel frattempo l'ufficializzazione che tutti aspettavano è arrivata (ed è arrivata anche la notizia che il numero monografico nel quale questo pezzo doveva essere inserito non verrà pubblicato) per cui mi piaceva pubblicare questa chiacchierata su Nordest Stories: Forza Giada!

giovedì 4 febbraio 2016

Alle Elementari di Prata per parlare di Giornalismo

Tutta colpa di un ritrovamento "archeologico" nella casa dei nonni. Da una credenza saltò fuori un insieme di fogli A4 dattiloscritti e tenuti assieme da quattro punti di cucitrice. La copertina di cartone color verde oliva aveva un disegno: uno strillone annunciava che quello era il giornalino di classe della Scuola Media "Bandiera e Moro" di Mestre. Anno di grazia (più o meno) 1963. Il giornalino di classe del barbuto genitore. Dopo averlo letto, una decisione immediata: avrei rotto le scatole all'infinito alla maestra Franca per poter fare il giornalino anche nella rinomata Quarta o Quinta B della Scuola "Edmondo De Amicis" di Borgomeduna. Ovviamente avevo già pronto il ruolo: mega direttore galattico della pubblicazione.... D'altronde scrivere è sempre stata una mia passione e penso sia questo che debba muovere inizialmente chi vuole intraprendere la via giornalistica. Per questo sono stato molto felice (ma anche, lo ammetto, un po' imbarazzato. Il timore di non essere all'altezza è sempre dietro l'angolo..) quando le maestre della Scuola Elementare di Prata mi hanno chiesto di fare un intervento con i ragazzi delle quinte sul mestiere del giornalista.

martedì 2 febbraio 2016

Samuel Onwuelo fa il suo esordio in Superlega con Modena Volley - Intervista

Ogni tanto è difficile esprimere la gioia che si prova attraverso le parole. Ma se c'è stata una cosa che mi ha fatto tantissimo piacere la scorsa settimana e mi ha sinceramente emozionato è stato vedere l'esordio di Samuel Onwuelo in Superlega con la mitica maglia gialloblu di Modena. Un'emozione forte perchè ho avuto la fortuna di conoscere Sam in Rappresentativa Regionale (in un gruppo veramente eccellente sia a livello tecnico che umano) e vedere di persona quanto fosse forte la sua determinazione nel perseguire sogni ed obiettivi. Senza che però questo mettesse in secondo piano le altre "cose della vita": la scuola, l'educazione e la capacità di stare assieme agli altri ragazzi senza atteggiarsi a fenomeno. Per questo ho voluto sentire le sue sensazioni in questo momento particolare, ma anche quelle del suo "gemello del gol" Paolo Zonca e di Chicco Ferrazzo, che per primo lo ha allenato.

martedì 19 gennaio 2016

Bullismo: una testimonianza

Una ragazzina di 12 anni si getta dalla finestra di un condominio pordenonese. E' fragile e non ce la fa più a sopportare le prese in giro e le angherie di chi le sta intorno e questo gesto le appare come l'unico possibile per uscire dalla situazione ed esternare il suo disagio. In queste ore assistiamo ad un'infinita serie di disquisizioni sociologiche e pedagogiche sul caso. I pordenonesi si sono scatenati riscoprendosi esperti da tastiera e commentano, insegnano, accusano. C'è, come al solito, da trovare un colpevole: scuola, genitori, social network. Tutti si sentono in dovere di parlare, ma nessuno di quelli che scrive, probabilmente, ha una minima conoscenza diretta della vicenda in questione che, a mio parere, andrebbe trattata in maniera specifica e unica, senza dare giudizi generalisti su fatti e situazioni che tutti noi che scriviamo non conosciamo.