martedì 28 febbraio 2017

Minivolley - Presupposti Fisiologici e metodologici

L'attività di Minivolley (indicativamente dai 6 ai 10 anni) non deve essere assolutamente la  PALLAVOLO DEI PICCOLI, ovvero una proposta di allenamento sportivo che scimmiotta e prende spunto dalla pallavolo degli adulti ma, piuttosto, un mezzo formativo che attraverso il gioco, possa portare ad uno sviluppo di base motoria e capacità coordinative, lavorando così sui presupposti dei fondamentali e utilizzando i fondamentali stessi per ottenere miglioramenti motori e coordinativi.
Per una programmazione efficace è necessario conoscere i presupposti fisiologici e metodologici che regolano l'attività in età pre adolescenziale. Anche nei bambini si distinguono le Capacità Motorie (o Organico-Muscolari)
  •  Condizionali (Forza/Resistenza/Velocità) → dipendono da fattori energetici e muscolari (permettono l'esecuzione del movimento)
  • Coordinative → dipendono dal Sistema Nervoso centrale e si occupano dell'organizzazione e della gestione del movimento

Queste capacità lavorano insieme e sono generali. Poi ci sono gli SCHEMI MOTORI DI BASE (Correre, saltare, strisciare, lanciare) che si acquisiscono autonomamente (o almeno si dovrebbero) con l'esperienza naturale ed ambientale. Si parlerà di ABILITA' TECNICHE quando gli schemi motori di base diventano una TECNICA SPECIFICA (si passa da corsa a “corsa veloce”, da lancio a “lancio del disco” o “tiro a canestro”).



Una volta il bagaglio motorio di ogni individuo era molto più ricco perchè gli schemi motori di base si acquisivano facendo esperienza autonoma attraverso il gioco all'aperto. Ora la situazione è peggiorata perchè questo genere di esperienza è patrimonio di un numero sempre minore di bambini e quindi bisogna ricreare queste possibilità durante l'attività sportiva organizzata in palestra



Le FASI SENSIBILI sono quei periodi dello sviluppo individuale, quindi legato alla maturazione organica personale, caratterizzati da una maggior allenabilità per determinate capacità motorie. La speciale ricettività del Sistema Nervoso Centrale, fa si che nel primo periodo di vita si registri un evidente incremento della coordinazione motoria in quasi tutte le sue espressioni.



L'evoluzione delle capacità coordinative ha un andamento caratteristico: si sviluppano molto rapidamente nei primi anni di vita, in sincronia con la maturazione del SNC, dopo di che lo sviluppo rallenta. Questo è dovuto all'evoluzione del sistema regolativo (nervoso) che maturando e sviluppandosi garantisce un maggior controllo del movimento e la possibilità di acquisire una coordinazione più fine.

Alcuni criteri generali:



  • Esistono periodi nei quali l'allenamento di determinate abilità o capacità risulta più efficace
  • E' indispensabile allenare queste capacità anche fuori da queste fasi!
  • Le fasce di età non sono rigide, ma dipendono dallo sviluppo individuale, dalla maturazione e dall'anzianità e specificità dell'allenamento
  • La particolare ricettività di queste fasi fa si che siano anche MOLTO SENSIBILI ai metodi di allenamento errati o inadeguati 

Insomma si tratta di rovesciare quella che era una abitudine consolidata usando il gioco per migliorare la base motoria e non viceversa. Per far questo, ovviamente, l'intervento non dovrà essere improvvisato, ma dovrà tener conto dei principi fisiologici e metodologici che abbiamo illustrato sopra e dei quali parleremo diffusamente nel proseguo.



I capisaldi nella nostra programmazione del “gioco” pallavolistico dovranno comunque essere:



  • La progressione dal FACILE al DIFFICILE e dal SEMPLICE al COMPLESSO
  • Il punteggio funziona come gran motivatore, ma non deve far perdere il vero motore del nostro lavoro. Possiamo anzi dobbiamo SEMPLIFICARE le situazioni considerando che quello che ci interessa è il movimento o la tecnica corretta. In caso contrario assisteremo ad una competizione che privilegia l'ERRORE
  • GIOCHI SEMPLICI che consentano la CONQUISTA DEL PUNTO con un'azione positiva e non TRAMITE L'ERRORE AVVERSARIO

Bisogna anche valutare lo sviluppo complessivo dell'atleta dal lato FISICO, COGNITIVO ed EMOTIVO come ben esplicato dalle seguenti tabelle tratte da “Allenare l'atleta – Manuale di Metodologia dell'allenamento sportivo” – A cura di Guido Brunetti – Edizioni SDS

















Imparare a muoversi provoca nel bambino non solo l'acquisizione di processi motori, ma esperienze cognitive ed emotive e, di conseguenza, uno sviluppo dell'intelligenza



SVILUPPO DELLE CAPACITA' ORGANICO MUSCOLARI NEL BAMBINO



Nel periodo in esame (6-10 anni) non si è raggiunta la completa capacità di resistenza al carico dell'apparato locomotore e si corre il rischio di arrecare danni alle strutture qualora si proponessero attività intense e prolungate che comportino l'allenamento della forza. Quindi è sconsigliabile allenare la forza utilizzando tecniche con i pesi, ma anche isometriche. Si potrà invece allenare la forza reattiva.

Si possono invece proporre allenamenti di RESISTENZA senza temere danni, ma anzi adattamenti positivi. Un allenamento ben eseguito di resistenza ha effetto anche su altri fattori fisici di prestazione quali la rapidità, la forza rapida, la forza e la destrezza. Ovviamente i bambini hanno minor capacità rispetto agli adulti di trasformazione dell'energia per via anaerobica e minor capacità di recupero.



METODO ANALOGICO SIMBOLICO
Per il corretto sviluppo motorio del futuro giocatore di pallavolo il Prof. Carmelo Pittera ha proposto il cosiddetto Metodo Analogico Simbolico che si avvale di 3 posizioni fondamentali degli arti inferiori per poi sviluppare tutta una serie di esercizi

 Alcuni esempi di esercitazioni si possono ritrovare in questi video girati da istruttori della Fipav Regionale del Piemonte:





 
 
 
IL PROGETTO S3
Da un paio d'anni la Fipav ha avviato anche il progetto S3 che vuole avviare al gioco in maniera diversa e complementare rispetto al Minivolley attraverso il GIOCO, LA FACILITAZIONE (attraverso il lancio e il blocco della palla) e  LA FLESSIBILITA' nel numero dei giocatori, in modo da poterlo effettuare anche con gruppi numerosi. Assieme al gioco S3 si propone anche lo Spikeball, un attività ludica a rete bassa (e con le varianti della palla che può passare sopra o sotto rete) che facilità l'esecuzione del gesto della schiacciata garantendo grande motivazione nei piccoli atleti
Trovate QUI un estratto della guida tecnica 

Mentre questo è il video promozionale:


Per delle proposte operative cliccate su questo link e troverete IL LIBRO DEL MINIVOLLEY
 

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