Dove si può spingere il giornalismo tra voyeurismo, ricerca dello scoop a tutti i costi
e racconto della verità? A ragionarci su è il bel giallo di Giampaolo Simi “La
ragazza sbagliata” (Sellerio) grazie alla vicenda personale del protagonista,
il giornalista Dario Corbo. Nel 1993 Corbo è un rampante cronista di provincia
che si trova davanti a quello che può essere il caso della vita. In Versilia è
scomparsa e successivamente ritrovata cadavere la giovane Irene Calamai. Una
brava ragazza finita, a quanto pare, in un mondo più grande di lei. Quello
delle feste di lusso in località balneare rinomata. A venir condannata per il
delitto è la quasi coetanea Nora Beckford, figlia di un famoso scultore
inglese, trasferitosi in Toscana. Il movente è un classicone: pura e semplice
gelosia. C’è quindi un salto temporale: passano oltre vent’anni e il mondo è
letteralmente cambiato: sono cambiate le dinamiche del giornalismo e la carta
stampata appare in crisi. Di sicuro chi è in crisi è Corbo: cacciato, dopo un
cambio di editore, dal giornale scandalistico d’inchiesta che aveva fondato e
fatto prosperare, è senza un soldo e con i rapporti familiari con (ex) moglie e
figlio ai minimi termini. Gli viene proposto di scrivere un libro sulla vicenda
di Nora e Irene e quindi decide di tornare in Versilia. Inizialmente per il
lauto anticipo propostogli, ma poi immergendosi nuovamente nella vicenda. E qui
Simi è veramente molto bravo. La vicenda è gestita in maniera magistrale,
mantenendo alta la tensione e la curiosità del lettore. Nello stesso tempo i
personaggi hanno un fascino indubbio e i motivi di riflessione sia dal lato
morale che da quello deontologico non mancano. Corbo è un uomo che ha barattato
l'etica professionale per l'ambizione giovanile, e che ora raccoglie le macerie
della propria vita privata e professionale. Il suo avvicinamento a Nora non è
mosso da un improvviso moto di bontà, ma da un misto di disperazione economica
e di un irrefrenabile, doloroso bisogno di redenzione. Nora, d’altro canto è
una vera e propria figura tragica e dal fascino magnetico. Anche in questo caso
la riflessione è sul potere condizionante delle narrazioni mediatiche e sul
senso di colpa che un po’ attanaglia tutti i personaggi. “La ragazza sbagliata”
è un giallo potente e intrigante. L’unica, piccola, perplessità che ho è sulla
necessità di inserirci tanti ingredienti di contorno: le stragi del ’93, le
trame occulte, Falcone e Borsellino, che non aggiungono granchè al sapore dell’opera.
Alla fine però il crescendo emozionale e di suspence è imperioso e quindi Simi
si becca un meritato perdono.

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