lunedì 10 agosto 2026

La signora delle spie - Tess Gerritsen

Il Maine è quel simpatico staterello statunitense dai paesaggi mozzafiato e dalla popolazione probabilmente ormai scarsa visto che proprio li vive la celeberrima signora in giallo, Jessica Fletcher.
Grazie a Tess Gerritsen scopriamo che non a Cabot Cove, ma in un'altra immaginaria località del Maine, Purity, si è stabilita Maggie Bird ovvero “La Signora delle Spie” dell’omonimo romanzo pubblicato da Longanesi.
Maggie dopo anni di onorato servizio come spia nel Sudest asiatico ed in giro per il mondo in generale, decide di riparare nell’estremo nordest statunitense per godersi la meritata quiescenza, dopo una vita avventurosa, ma altrettanto dolorosa. Il passato però non la lascia tranquilla neanche nella bucolica e sperduta fattoria di Blackberry Farm. Lo fa sotto forma di cadavere, recapitatole sull’uscio di casa e vero e proprio grimaldello che riapre una porta sul passato ed in particolare sulla (fallimentare) Operazione Cyrano. Maggie si trova catapultata nuovamente in una vicenda vecchia di quasi vent’anni e dovrà fare i conti con una storia che l’ha vista parte in causa e che le ha anche fatto perdere il marito Danny. Per questo riunisce una compagnia di ultrasessantenni che appaiono come un innocuo circolo di pensionati benestanti appassionati di birdwatching, buona letteratura e serate alcoliche a base di cocktail, ma in realtà sono tutte spie di altissimo livello. 

La vicenda si dipana su diversi piani temporali, in un continuo ping pong tra passato e presente. Il fulcro è il tentativo di stoppare i loschi affari di Phillip Hardwicke, un magnate e trafficante d'armi britannico dedito al riciclaggio di denaro sporco per conto degli oligarchici russi. Maggie riesce ad infiltrarsi perché il marito Danny Gallagher è il medico personale di Hardwicke, che i servizi segreti ritengono fondamentale per arrivare ad incastrare e smascherare "Cyrano", un'inafferrabile e pericolosa spia russa infiltrata ai vertici del governo e dei servizi d'intelligence britannici.
L’idea di base del romanzo è brillante ed affascinante: una spy story nella quale i protagonisti sono vecchietti che appaiono inoffensivi ed in realtà sono spie dal passato insospettabile. La vicenda è ben oliata ed avvincente e presenta i canonici e necessari colpi di scena, come di addice ad un romanzo di genere. Anche i personaggi che possiamo definire di contorno come, ad esempio, Bella, la figlia di Hardwicke o la poliziotta che dirige il commissariato di Purity, Jo Thibodeau, sono ben caratterizzati. Quello che invece a mio parere non funziona tantissimo è la scrittura. Purtroppo, probabilmente per idiosincrasia personale, tanti passaggi ricordano la scrittura dei romanzi Harmony e fanno scendere un po’ la tensione. Nel complesso, comunque, il romanzo svolge bene il suo ruolo e riesce ad intrattenere piacevolmente il lettore.

Nessun commento:

Posta un commento