Non nego che quando
mi è stato proposto di presentare “Accendi la mente” (Bompiani), saggio scritto
a quattro mani dall’esperto di Scienze Comportamentali Michele Grotto e dal
campionissimo di ciclismo Ivan Basso, la mia perplessità era elevata. Tanto era
il timore di trovarmi di fronte all’ennesimo manualetto di self help con frasi
motivazionali e, diciamolo, tanta fuffa inutile. E invece ho avuto il piacere
di conoscere due persone interessantissime, con percorsi decisamente
differenti, ma che si completano perfettamente quando raccontano le loro
esperienze. Ma di cosa parla esattamente questo “Accendi la mente”? Il
sottotitolo recita “21 strategie per allenare i pensieri e vincere ogni sfida”
e l’opera è divisa in tre parti che danno al lettore le basi scientifiche del
funzionamento dei meccanismi cerebrali, una seconda che tratta delle emozioni e
una terza che da suggerimenti pratici per provare a riprogrammare le proprie abitudini.
La parte divulgativa è fluente e non noiosa e risulta fondamentale per capire
le strategie successive. L’idea è quella di non sperare che il cambiamento
avvenga tramite slogan e ripetizioni di “frasi positive”, ma tramite un metodo
preciso e costante. Per anni ci sono state pubblicazioni motivazionali che si
basavano su positività e tenacia, al motto di “Se voglio ce la posso fare”. Qui
l’approccio è diverso, molto più scientifico e pragmatico. In questo giro a
tappe tra la mente scopriamo che il cervello è plastico, modificabile, ma anche
molto abitudinario. E grande importanza deriva dalle abitudini: se le
modifichiamo possiamo togliere diversi blocchi che non permettono di esprimere
il nostro massimo potenziale. E ci sono innumerevoli spunti di riflessione per
il lettore curioso. Dall’importanza del riposo, al falso mito del multitasking,
fino all’importanza della costruzione del contesto che ci circonda che può
farci volare o renderci pigri ed improduttivi. Perché, in fondo, il segreto per
raggiungere l’eccellenza o la tranquillità e nelle scelte che quotidianamente
facciamo. In definitiva un agile libretto che può dare spunti di riflessione e
discussione a una tipologia variegata di persone. E permette agli sportivi, ma
non solo, di avere strumenti di valutazione oggettivi per capire se sedicenti
mental coach possano avere un effetto positivo sulla propria performance (o, perché
no, sulla propria vita quotidiana) oppure presentino sterili stereotipi
nascosti dietro una bella facciata.

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