Per la rubrica dei classici mi fa piacere riproporre “Il giorno della Civetta” di Leonardo Sciascia. Un
libro che ha più di sessant’anni (è stato pubblicato nel 1961) e che, al netto
dello stile di scrittura ovviamente differente da quello odierno, ha
incredibili elementi di modernità e meriterebbe di essere letto dai giovani.
Puntando soprattutto su quello che è l’intreccio giallo che, per stessa
ammissione di Sciascia “impedisce di lasciare il libro a metà”. La novità,
oltre al fatto che si parli apertamente di mafia, non in saggio, ma in un
romanzo, è che non si presenta la complessità della Sicilia con toni di
macchietta, ma lo si fa restituendone i colori e il sapore anche linguistico.
Strada che poi verrà apertamente percorsa, con grande debito, da Andrea
Camilleri con il suo Montalbano. Non esisterebbero Vigata e il suo universo se
Sciascia una trentina d’anni prima non avesse scritto questo romanzo.
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martedì 19 agosto 2025
venerdì 13 gennaio 2017
Perchè è importante rileggere Remarque sulla questione profughi
Erich Maria Remarque scrisse "Ama il prossimo tuo"nel 1941, in piena seconda guerra mondiale. Il romanzo racconta le vicende di Ludwig Kern, giovane tedesco costretto a vivere da apolide in esilio per le proprie idee politiche e perchè ebreo, due condizioni non proprio in gran voga nel Vecchio Continente degli anni '30. Perchè rileggere quest'opera ai giorni nostri? Perchè, nonostante siano passati quasi ottant'anni, è possibile scorgere molte similitudini nelle dinamiche che regolano la vita quotidiana dei profughi odierni.
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