mercoledì 6 gennaio 2016

L'equilibrio del terrore di un leader instabile - La bomba H nordcoreana e la lezione di Hyonseo Lee

E' di oggi la notizia, comunicata con toni ovviamente enfatici e trionfali, del test nucleare effettuato in Corea del Nord. Poco importa si tratti di una bomba all'idrogeno o di una "normale" bomba atomica. Quali sono effettivamente i rischi e i pericoli che può correre l'umanità adesso che il regime di Pyongyang mette sul piatto un ordigno di tale portata?
Per capire bene l'ideologia e la mentalità imposta dalla famiglia Kim dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, è stato illuminante l'incontro tenuto durante Pordenonelegge con Hyeonseo Lee, sorta di eroina moderna che ha narrato le sue peripezie nella autobiografia "La ragazza dai sette nomi". Lee è una ragazza fortunata per gli standard norcoreani: membro di una famiglia amica del regime ha diversi privilegi tra i quali risaltano il potersi alimentare tutti i giorni e ricevere qualche (rara) notizia sul mondo. Cresce, come tutti i suoi coetanei, venerando il Caro Leader Kim Il Sung, vera divinità, in grado di gesta mirabolanti come cavalcare gli arcobaleni per sconfiggere i nemici della patria. E, ancora oggi, non riesce a non anteporre l'aggettivo “caro” davanti al nome del dittatore... La visione del mondo esterno per un nordcoreano è tragica: i confinanti coreani del sud vivono in schiavitù, dipendenti dagli USA che li costringono ad essere ignoranti e privi di assistenza sanitaria. Gli americani, o i caucasici in genere, sono strane creature da eliminare. La Corea del Nord è stata invece salvata dall'intervento del Caro Leader che “aveva fatto del paese un Paradiso”. Lee inizia a dubitare della famiglia Kim quando il capostipite muore improvvisamente nel '94 (può morire una divinità?) e contestualmente si scatena una terribile carestia che decima la popolazione. Hyeonseo approfitta del lavoro di famiglia (il contrabbando) per fuggire in Cina, dove vivrà per 11 anni. Da lì il trasferimento in Sud Corea dove si sposerà con un americano e riuscirà a far ricongiungere la propria famiglia. Da Seoul conduce la propria lotta per la riunificazione del paese. Una missione possibile? “Non facile, ma possibile. Kim Jong Un si dimostra instabile e sta facendo purghe tra parenti e alti funzionari. Proprio da quest'elite dovrebbe partire il cambiamento, perchè la gente comune è troppo provata da 70 anni di regime e di annullamento della personalità”. Questo diceva Hyeonseo Lee alla platea pordenonese a Settembre. La speranza è che l'instabilità di Kim Jong Un non gli faccia prendere decisioni avventate e che questi test siano semplicemente un gioco di scacchi simile a quelli già sperimentati durante la Guerra Fredda tra USA e URSS. La crisi dei missili di Cuba nel '62 o quella dei missili Pershing e dell'operazione Able Archer dell'83 (raccoltata quest'ultima in una delle rare serie TV Tedesche decorose ovvero "Deutschland '83") sembravano consegnati ai libri di storia. All'orizzonte invece ritorna l' "equilibrio del terrore". Peccato che il pulsante rosso in mano sembra ce l'abbia il bizzarro leader di uno dei paesi più poveri e disperati del globo.



(Parte dell'articolo sul libro di Hyeonseo Lee è stato pubblicato il 20 Settembre 2015 su "Il Gazzettino - Fascicolo di Pordenone" e lo trovate: QUI )

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