giovedì 30 gennaio 2025

Alfabeto friulano delle rimozioni - Paolo Patui

Alle volte ci sono vite ed esistenze particolari e straordinarie che non tutti conoscono, ma che sono state fondamentali per l’accrescimento culturale, tecnologico, imprenditoriale di un intero popolo. Da questa considerazione è partito Paolo Patui, insegnante, scrittore e drammaturgo udinese, per realizzare “Alfabeto friulano delle rimozioni” edito da Bottega Errante Edizioni. Le duecento pagine di questo agile libretto riprendono in forma scritta le storie che lo stesso Patui ha raccontato in una fortunata serie radiofonica, dallo stesso titolo, che è stata trasmessa dalla Rai regionale. E così scopriamo o riscopriamo le vicende di quarantacinque personaggi che hanno lasciato un segno nella storia della regione compresa tra il Livenza e il Timavo e per qualche ragione sono stati dimenticati o il loro contributo al benessere di tutti è stato un po’ offuscato. 

mercoledì 22 gennaio 2025

La terza clessidra - Giuliano Pellizzari

“La terza clessidra” è il secondo romanzo di Giuliano Pellizzari che ha come protagonista il sociolinguista Leandro Arcani, ancora personaggio principale di un intrigo ambientato in Friuli dopo il fortunato esordio de “La Scatola del Tè”. Se nel precedente libro Pellizzari iniziava l’enigma facendo accadere un assassinio in Piazza Primo Maggio a Udine, questa volta la parte di regione interessata da un complotto internazionale è la Bassa Friulana, con un occhio particolare per gli scavi archeologici di Aquileia.

martedì 21 gennaio 2025

La prova della mia innocenza - Jonathan Coe

Jonathan Coe è considerato uno dei più brillanti scrittori inglesi della sua generazione e quindi mi pareva giusto approfittare dell’uscita de “La prova della mia innocenza” per Feltrinelli per scoprirne le qualità. Devo dire di essere stato molto soddisfatto perché ho trovato un libro dalla costruzione affascinante, scritto benissimo e con quel sottofondo tipicamente british che non può che affascinare il lettore. A questo aggiungiamo che l’autore ha deciso di utilizzare l’escamotage del giallo (o di più gialli?) per parlare di quello che accade socialmente e politicamente nel Regno Unito al giorno d’oggi e anche per fare una riflessione sulla professione dello scrittore. Il tutto senza appesantire un romanzo che si legge volentieri e anzi costringe a restarci sopra fino alle ultime pagine. La protagonista è Phyl, ventenne laureata in lettere che, dopo il corso di studi ritorna a casa dei genitori nel paesello natio e da qui parte quotidianamente verso l’aeroporto di Heathrow dove lavora, tutto sommato con soddisfazione al ristorante sushi Hey! Teryaki!
Appassionata della serie TV “Friends” che è un po’ la sua comfort zone Phyl, figlia di una pastora protestante e di un appassionato di libri, decide che la sua strada potrebbe essere quella di scrittrice. E da lì il libro si dipana in tre parti (che seguono l’ossessivo motto della Polizia Ferroviaria inglese “Visto. Detto. Risolto.”) con tre stili letterari differenti: Cosy Crime, Dark Academia, Autofiction.
L’intreccio è magnetico e parte con l’assassinio di Christopher Swann, brillante blogger politico e amico di lunga data della madre di Phyl. Il tutto avviene in una classica residenza nobiliare nel cuore dell’Inghilterra dove Swann si è recato per partecipare, con propositi sicuramente polemici, ad una convention di un gruppo ultraconservatore, il Processus Group, un Think Tank dell’Ultradestra. Gruppo che esulta per la recente nomina al 10 di Downing Street per Liz Truss, nelle intenzioni una nuova Thatcher.

venerdì 17 gennaio 2025

La solitudine è un fiume - Lisa Luzzi

Lisa Luzzi è una scrittrice pordenonese, residente a Vicenza. Dopo il suo primo romanzo “Che sia anche la notte” (Robin) e un saggio sul “De Profundis” di Oscar Wilde intitolato “La polvere che danza in un raggio di luce” (Armando Editore) ritorna nuovamente in contatto coi propri lettori pubblicando un instant e-book: “La solitudine è un fiume - Diario dei giorni travolti” (Infinito Editori). I proventi derivanti dalla vendità del libro verranno devoluti in favore di “Sos Villaggi dei Bambini” , onlus che si occupa a prestare cure ed assistenza a giovani in difficoltà.

“La solitudine è un fiume” è il personale ed intimo diario della scrittrice, che racconta senza filtri come ha vissuto e quali erano i suoi pensieri ed emozioni  nei giorni che vanno dal 21 Febbraio al 29 Aprile. Uno spaccato di vita quotidiana che va dalla presa di coscienza che un evento epocale sta per travolgere le vite di tutti, fino alla speranza di poter ricominciare una vita finalmente normale, anche se la sensazione è che niente sarà più come prima. E’ il racconto della quotidianità di una famiglia assolutamente ordinaria che deve fare i conti con le preoccupazioni per lo stop alle attività lavorative, scolastiche e anche alle interazioni sociali causato dall’avvento del lockdown attuato per contrastare la pandemia del virus Covid 19.

giovedì 16 gennaio 2025

Il sapore delle parole inaspettate - Giulia Zorat

Enea ha dieci anni e sogna di conoscere tutto lo scibile umano, anche se, probabilmente, la risposta alla domanda che più gli interessa, ovvero quale sia l’identità di suo padre, difficilmente verrà soddisfatta. Sua madre Irene ha lasciato l’Italia mentre, neanche ventenne, era incinta e si è rifugiata a Parigi dove ha ricominciato una nuova vita grazie alla conoscenza fortuita fatta con i nuovi vicini di casa Jacques e Josephine. Questi sono i personaggi de “Il sapore delle parole inaspettate”, bel romanzo d’esordio della  aquileiese Giulia Zorat (IoScrittore).

martedì 14 gennaio 2025

La stanza di Piera - Stefania Conte

Indagare e raccontare le vicende che interessarono Istria e Venezia Giulia tra il primo e il secondo dopoguerra è un’operazione difficile e spinosa. A distanza di oltre settant’anni infatti anche la storiografia tende a dividersi in opposte fazioni che propongono la propria chiave di lettura del periodo e la triste contabilità dei morti, talvolta comportandosi anche da tifosi che magari omettono i particolari che potrebbero inficiare la tenuta del proprio punto di vista. Raccontare quelle vicende tramite un’opera di narrativa che, per quanto storicamente documentata, deve pur sempre far presa su pensieri ed emozioni rischia di essere doppiamente complicato e scivoloso. E invece Stefania Conte con “La stanza di Piera” (Morganti editori) riesce a far conoscere le vicende di quegli anni tramite la storia di una famiglia istriana senza risultare didascalica e noiosa, ma, nello stesso tempo senza dare giudizi di merito che scadano nella polemica politica. In tutto questo, parere personale, resta ancora molto da fare. Ovvero cercare di portare un po' di chiarezza sul concetto fortemente autoassolutorio e abusato di "Italiani brava gente". Vale la pena leggere, ad esempio, i saggi di Angelo Del Boca o quelli più recenti di Eric Gobetti e anche un romanzo come "I fantasmi dell'Impero" (ne parlo qui: http://nordeststories.blogspot.com/2017/08/i-fantasmi-dellimpero-consentino-dodaro.html ) per capire che gli italiani prima in Africa e poi nei Balcani (prima e dopo la fine della guerra, da un lato e dall'altro) furono tutt'altro che brave persone. Ma la cosa che appare più grave e che molti dei criminali di quel periodo, vennero tranquillamente reintegrati nella vita civile e politica, senza mai pagare il peso delle proprie colpe. Una lettura la merita, secondo me, anche https://www.criminidiguerra.it/

venerdì 10 gennaio 2025

Vento di terra - Paolo Rumiz

L’Istria è un triangolo rovesciato che punta dritto sul Mare Adriatico. Un luogo geografico che è da sempre crocevia di lingue, popoli e culture. Paolo Rumiz reporter di razza con esperienza sul campo nell’Ex Jugoslavia e successivamente in Pakistan e Afghanistan ha spesso scritto e raccontato le sue esperienze di viaggio sia per lavoro che per diletto. Nel 1994, in pieno conflitto balcanico pubblicò “Vento di Terra – Istria e Fiume appunti di viaggio tra i Balcani e il Mediterraneo” che viene riproposto ora da Bottega Errante Edizioni con prefazione di Fulvio Tomizza. Ma qual è il significato di ripubblicare quest’opera, concepita in piena guerra balcanica, un quarto di secolo dopo? Il motivo principale, crediamo, sia quello che nei quattordici racconti che compongono l’opera , si respira un’aria di incontro di culture e lingue che, in un’epoca nei quali soffia forte il vento sovranista e si tendono a riproporre muri divisivi e steccati, possono rappresentare uno “spazio di collaudo per l’Europa”.